Platone, nel Timeo, colloca la sede dell’immaginazione nel fegato, che è un organo lucido.
La moderna figura dell’alcoolizzato cronico e patologico non è altro che un’anima troppo sensibile per acconsentire di ricevere e rispecchiare, senza l’impiego di alcun filtro, l’immagine del mondo così per come esso è.
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Aleister
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Aleister
Nel corso di un convegno tenutosi (top secret) di recente il gotha degli economisti inglesi, rispondendo a un quesito posto diversi mesi fa dalla Regina Elisabetta II («perché l’economia non è riuscita a prevedere l’attuale fase di recessione?»), ha recitato un più o meno onesto mea culpa adducendo che non si è riusciti a prevedere la crisi principalmente – si legge testalmente nel documento di uscita – a causa di una «mancanza di immaginazione» (lack of imagination).
Da Bacone in poi l’immaginazione divenne mero wit, arguzia da destinare ai fruitori della poetica barocca e da confinare ai margini estremi della scienza moderna. In questo confino sta lo scacco dell’arguto economista occidentale. -
Cateno
Il regno del tempo è tra le crepe dell’immaginazione. Ove sosta l’immagine il tempo diserta.
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Cateno
Lo scarto tra reale ed ideale è un difetto d’immaginazione. Immaginare una situazione, una persona è imprimerle eternità.